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martedì 2 febbraio 2010

Vassalli, valvassori valvassini

Nel medioevo il potere dei potenti si esercitava sul territorio mediante una struttura piramidale : il re, i vassalli , i valvassori e i valvassini. Il re nominava un suo fedele rappresentante responsabile di un feudo dandogli il diritto di goderne i frutti ed i benefici:  le terre, i braccianti, i castelli . Il vassallo in cambio garantiva piena obbedienza al suo signore e pronta collaborazione. I vassalli a loro volta potevano investire altri nobili, i valvassori di rango inferiore, che divenivano loro fedeli e  gestivano parte dei loro possedimenti. I valvassori potevano ancora suddividere ed investire altri nobili di rango ancora più basso,i valvassini. Questa ragnatela di dominio permetteva di controllare il territorio e principalmente di padroneggiare la servitù della gleba. Contadini senza libertà legati al terreno da lavorare ad esclusivo beneficio del nobile. Essi erano parte integrante della proprietà e non si staccavano mai da essa seguendone i vari cambi di padroni.
Nel nostro secolo nulla è cambiato e questo modello vive ancora . Si sono solo adeguati ai tempi i nomi le figure e le comparse, non più re vassalli valvassori e valvassini, ma capi-partito, parlamentari, governatori, consiglieri regionali, sindaci, consiglieri comunali. Il potere è gestito ancora con la ragnatela ramificata del feudalesimo che si diparte dall'alto sino al più piccolo borgo. Il capo di partito nomina nel feudo, la regione, il parlamentare o il governatore che a loro volta individuano nei loro domini i consiglieri regionali e sindaci. Questi ultimi nominano i consiglieri comunali. Questa è una gerarchia asimmetrica, diretta in un solo verso nel senso che se funziona "in una direzione", non funziona "nell'altra" . E' una prerogativa di scelta univoca dall'alto. Ogni carica si avvale nelle sue competenze di occupare, ogni volta che si apre un nuova possibilità, con uomini di fiducia tutte le nuove posizioni di gestioni e di dominio. Dal gruppo viene prescelto il nuovo signorotto. Tutto fa capo ad un referente l'insieme governa lo stato.
D'altronde come nel feudalesimo ci sono le guerre tra le fazioni per il dominio solo che sono dispute incruente giocate mediante elezioni dove viene invitato a comparsare anche il popolo: massa inutile ed ingombrante. Come in ogni lotta per la vittoria si cerca ogni mezzo lecito o no e principalmente si cerca di raggrupparsi in bande numerose ricercando equilibri nelle alleanze ed ordendo complotti. Lo scopo unico è solo l'accrescimento economico e di forza del singolo e del gruppo.
E gli altri individui di questa società ? Non esistono, sono e restano i servi della gleba. Essi devono lavorare, pagare i tributi ( le tasse ) e non pensare. Fanno parte del feudo e seguiranno docilmente il vincitore di turno che acquisirà i diritti della proprietà delle terre conquistate. Governare il territorio è semplicemente spartirsi le suo risorse dominare e schiacciare gli altri tendendo all'onnipotenza.
Nelle elezioni prossimi si ode e si legge : i partiti sono alla ricerca del candidato unitario. Certo stanno mediando e trattando sulle alleanze e sulle possibili divisioni dell'area per la spartizione dei castelli, pardon poltrone. Devono cercare di non perdere le posizioni acquisite anzi allargarle se la fazione risulterà vincitrice. In questa situazione il suddito e non cittadino resta alla finestra in attesa incuriosito di conoscere il nobile, si fa per dire, prescelto dal conclave dei potenti. Qualunque esso sia, indipendente dallo schieramento, cambierà il nome,la forma ma non la sostanza. Si penserà  solo alla divisione dei benefici, chiamati volgarmente denari, tra i partecipanti al banchetto.
Questa è la logica e se noi non la condividiamo allora rassegniamoci ed andiamo al mare. Se vince o il califfo Mustafà o l'emiro Von Rutuf è sempre la stessa minestra solo che invece dei fagioli avremo le cecerchie.
A Termoli per difendere le istituzioni feudali si cerca nel cerchio, anzi nella cerchia, il candidato sindaco negando di dare voce a quei cittadini che potrebbero rovinare gli equilibri e rompere il giocattolo. Il califfo come avevo già predetto ha scelto il suo cammello infermiere mentre dall'altra sponda l'emiro o gli emiri riuniscono ancora gli sceriffi per la scelta del dromedario tralasciando la possibilità delle primarie. Hanno paura di fare la fine della Puglia : i cittadini, finalmente non più sudditi, sceglierebbero in libera autonomia uno di loro .
Di là Niki VENDOLA, di qua Filippo MONACO . Uomini del popolo perchè lo rispettano, comprendono, conoscono ed amano. Per questo sono contraccambiati. Termoli è una città difficile viziata dalla gestione del  comando, dove si rimpiange il governo del Ras di destra perché faceva costruire in libertà, (piccoli abusi) parcheggiare dove volevi, affittare i buchi per i turisti senza controllo, scaricare l'immondizia in ogni luogo senza differenziare, in breve parole nel motto liberista : vivi e lascia vivere. Solo che loro ,gli amichetti, vivevano di speculazioni edilizie, di saccheggio del teritorio, di spartizioni di pingui bottini, di occupazioni di cariche con stipendi da nababbi mentre i fessi contenti di queste piccole cazzate.
Solo un uomo semplice vicino ai cittadini porebbe fargli rimboccare le maniche e guidarla verso una normalità spingendola oltre quel gretto campanilismo che le impedisce di decollare. Io riconosco in Filippo Monaco questa figura nuova e carismatica. Non lo conosco personalmente  ma ne ho sentito parlare bene da tutti e gode di un largo seguito nella base. Potrebbe raggruppare e rappresentare tutte quelle persone oneste senza padrini che nutrono ancora vergogna, posseggono dignità e riconoscono il rispetto. Con lui si potrebbe parlare di bene comune, di programmazione, di costruire un futuro dignitoso per tutti con qualche speranza di solidarietà sociale. Non è Gesù Cristo ma solo un uomo è potrebbe anche fallire. Importante è provarci e credere che nell'agire e guidato da buonafede.
Se i soliti di Isernia, Montenero, Campobasso, Larino e Sammartino negano la possibilità delle primarie, cioè del bagno del popolo, Monaco si deve candidare da solo con una propria lista.
E' meglio morire da Masaniello alla testa di un popolo orgoglioso che da cammello cavalcato dal suo signore che calpesta gli straccioni che si parano davanti al suo cammino.
Non si ringrazia o chiede perdono alla servitù perché si perde la sottomissione di essa.

mercoledì 21 gennaio 2009

L'America ha Obama e noi ?

Noi chi? Gli italiani!
Abbiamo ancora la speranza o sta diventando illusione!
Abbiamo ancora la forza di creder che i nostri sogni approdino in una futura certezza o ci lasciamo sopraffare dalla sfiducia di vederli planare lentamente nel nulla. Come foglie di autunno si staccano dall'ultimo appiglio di vita.
Ormai il nostro è il paese dei balocchi dove lentamente cala il sipario per tante persone e si spengono le luci ovattate della ribalta e si accendono quelle neutre e sbiadite della strada. Si apre lo squarcio su un cammino duro e difficile.
Nessuno si profila all'orizzonte che possa finalmente dare un tono a questa luce triste e monocromatica.
Tutti i commedianti nel resto del mondo solcano le scene del palcoscenico per strappare un applauso gratificante allo spettatore divertito: da noi fanno i politici. Si cimentano svogliatamente nel loro teatro naturale: il parlamento. Ormai non ci va più nessuno, basta presenziare quando il campanello chiama e si vota la fiducia ad un pezzo di carta che qualcuno svogliatamente o premeditatamente ha scritto. Certo , richiede professionalità e competenza : sacrificio troppo elevato e poi manca il pubblico. Allora è meglio e più chic, più choc entrare baldanzosi nelle case degli allocchi, pardon Italiani.
Allora via a bucare l'etere insieme a vallette, veline, tronisti, cronisti, bande di inutili Si sorride e si parla con non chalance della fame, della miseria, della povertà degli altri con la pancia piena , trattenuta a stento entro pregiate stoffe da pochi bottoni. Stasera a “ballarò “ si sono solo parlati addosso senza ascoltare ed avvertire le drammatiche grida di dolore del paese. In particolare quelli del governo, i destri, denotano la scarsa capacità di porsi in discussione che presuppone il saper ascoltare per poter interloquire. Affatto, si cimentano solo nello schernire gli interlocutori e manifestano continui atti di insoddisfazione interrompendo e spezzando il dialogo: parola d'ordine non dire una cappella.
Non emerge nessuna idea nessuna prospettiva. Il solito gioco delle tre carte : si mischiano solo dando l'illusione allo spettatore di aver individuata quella vincente. Si spostano masse di denaro da un capitolo all'altro senza nuovi stanziamenti, anzi con perdite dovute a questi movimenti . Un contenitore chiuso con due liquidi a diversa densità : in qualunque modo lo muovi lo rigiri e lo sbatacchi alla fine sempre il liquido meno denso riaffiora in superficie. Se non si crea una diversa densità non si cambierà mai la stratificazione. Se nella nostra Italia non si ridistribuisce il reddito i pochi galleggeranno sempre sulla fame dei molti.
In una famiglia la crisi si affronta riducendo le spese e sacrificando i gioielli di famiglia : in Italia si devono tagliare gli sprechi nella pubblica amministrazione ( eliminare le provincie, accorpare regioni e comuni, eliminare le Comunità montane marittime, ridurre gli stipendi dei manager e dirigenti, eliminare consulenze, non foraggiare gli asini .....) ed eliminare i privilegi dei politici( Riduzione di numero , limitazione di stipendi, via scorte e portaborse, via gruppi parlamentari di uno,.......) per poter aiutare gli italiani a sopravvivere. Questa misera manovra darebbe fiato a tanti boccheggianti e non è demagogia.
Ma quale Obama vediamo avanzare? Solo vaghe figure si intravedono disperse nella nebbia dell'oblio.
E noi molisani! Abbiamo Iorio, Vitagliano, Fusco & Perrella, Picciano, Cavaliere, D'Alete, Di Falco, Romano, Pancia, Natalini e ......... via con la crema.
A volte ci si domanda se le idee, gli attacchi, le critiche ( altri dicono le ingiurie) destano qualcosa nei corregionali ( disappunto, approvazione, divergenza.,.. ) oppure è inutile smuovere il fango perchè in esso vi si rotolano e sguazzano felici !

martedì 1 luglio 2008

LA VERITA' SEMPRE NEGATA

Il solito 24 pagine aggratis, altrimenti non lo comprerebbe nessuno, si rivolge a DI PIETRO consigliandogli di restare a trebbiare. Preme precisare che il “trebbiare” è lavoro di “villano” ( definizione di altro Giornale di regime ) ma è pur sempre un lavoro nobile e decoroso e ,pertanto, merita rispetto.
E' sempre meglio "trebbiare" che "
trescare" !
Tutti scendono a difesa del capo e cercano di ridicolizzare o denigrare l'unico avversario che esprime a voce alta le idee del popolo. Si signor pseudodirettore o amici del PD, è la semplice verità e non storcete il naso tanto nessuno di voi avrà mai gli attributi di urlare quella verità che aleggia in modo pesante nell'aria. E' il solito esercito di mercenari che si schiera dietro ad un ariete per sfondare il muro che li restringe e soffoca.
AL TRAMONTO DELLA GIUSTIZIA e DELLA DEMOCRAZIA anche l'ombra di un NANO si allunga.

sabato 9 febbraio 2008

Elezioni: PD e il nuovo

In questo deserto di idee e novità dove domina la pochezza, l'iniziativa di W VELTRONI di correre da solo con il suo PD nelle prossime elezioni sia da apprezzare e condividere e da ritenere come l'ha definita il politologo Sartori “ valorosa”. I nostri politici che ci illudono di voler dare finalmente un sterzata al modo di fare politica vanno presi con le pinze e le dovute cautele ma avranno il nostro rispetto se ci garantiranno quella sola , unica e forte condizione che noi aspettiamo : una scelta coerente fino in fondo e convalidata da fatti concreti. Giovedì sera nella trasmissione “annozero “ si è dato finalmente al popolo , nelle persone di tre giovani che lavorano per un pugno di dollari, la possibilità di parlare a ruota libera e potere quindi vomitare senza nessuna remora i propri pensieri sulla classe politica. E' emersa la realtà dominante che si vive oggigiorno nella vita quotidiana : la gente è nauseata di questi uomini politici e del loro modo di fare la politica. Gli è stata sbattuta in faccia a muso duro la verità senza peli sulla lingua e nel linguaggio, a volte deciso, rude e scurrile della strada. Tabacci , uomo politico d'onore e coerente, ha riconosciuto che bisogna avere il coraggio di autocritica. Al contrario, il vicesegretario del PD, Franceschini, sembra che non abbia recepito appieno il messaggio ed ha avuto una reazione d'istinto a salvaguardia della “casta” differenziandone i buoni dai cattivi. Questo mi fa temere perchè non vorrei che le sue strombazzate di novità alla fine siano il solito modo di difendere le ataviche posizioni acquisite, facendo passare per nuovo la solita minestra riscaldata.
Franceschini, Veltroni e tutti i soliti sappiate che il popolo aspetta da voi la congruenza delle azioni alle parole. Esse si esplicano in questa fase ,dove non esiste l'eletto ma il designato da voi e non da noi, nella formazione delle liste, bloccate e ,quindi, in concreto delle candidature. Dimostrate chiarezza e coraggio nel proporre il nuovo estrinsecandolo nella formazione delle liste rispettando almeno queste poche regole stabili e concrete:
  1. Candidare in testa, perchè questi saranno gli unici eletti, nomi nuovi della società civile con un curriculum di professionalità, serietà ed onestà. No sindacalisti e politici di professione, occorre gente che ha lavorato nella vita!

  2. Non infilare nelle liste, nel modo più categorico, mogli, mariti, figli, nipoti, cognati di vecchi politici, basta con il nepotismo e due o tre eletti in famiglia!Uno ne basta e avanza.

  3. I big ( si fa per dire, i soliti noti) se vogliono correre devono avere il coraggio di stare nei posti di rincalzo in quelle posizioni che se sono eletti porteranno la vittoria ( mi spiego se nel collegio esiste la possibilità di eleggere due candidati, quasi sicuri, il big deve essere posto in lista in terza posizione per cui il suo impegno per l' elezione è vittoria per il PD e non in prima dove è certezza della sola sua rielezione)

  4. Evitare, nel modo assoluto, candidature multiple, in più collegi: deve vincere il partito non il signor X.

  5. Mandare finalmente in pensione , tra gli uscenti, personaggi obsoleti per età , più di 65-70 anni o alla quarta-quinta legislatura. Rinnovare passa anche nuovi stimoli !;

  6. Dare spazio nelle liste ed in testa, il più possibile, a donne valide e non solo perchè donne .

  7. Ascoltare e dare voce alla base e non solo gli apparati e , ove possibile, nel collegio non dare per scontato la ripresentazione dell'uscente, del sindaco di due mandati, del regionale,del Presidente di provincia cioè del politico di lungo corso: sono a volte lontani dal popolo e non sono il nuovo che avanza;

Se la gente vedrà espressa questa volontà nelle liste, Beh, forse allora si impegnerà con ardore a cambiare e forse lotterà per vincere se invece queste regole saranno calpestate nella formazione delle liste, vi abbandonerà e condannerà ad una sicura e bruciante sconfitta. Questo, forse, non vi scalfisce più di tanto dato che avrete salvato sempre la poltrona su cui poggerete baldanzosi sempre al sicuro il vostro amato Culo.

Inviato da: merlo006

sabato 13 ottobre 2007

CORSI E RICORSI - VIGILIAMO

Il 14 è arrivato e finalmente si vota.
Che illusione sarà una marea di brogli, seggi nei paesi dei candidati, presidenti chiaramente e sfacciatamente di parte. Il potere non molla l'osso , anzi dopo dirà con tracotanza di essere stato legittimato da un voto popolare.
Dopo il danno la beffa....
Non ciresta che piangere, pardon sperare in un prossimo futuro nelle liste civiche di GRILLO. Anche quelle inquineranno e saranno sempre loro.
Corsi e ricorsi.



Attenzione divisi alle regionali ma uniti nelle nazionali.
Povero LETTA i tuoi voti veri saranno una miseria nell'immensità di schede gettate nell'urna.
Il randagio.