Siamo confusi ad arte, bombardati e rincretiniti con astuzia , vacilliamo nel dubbio e procediamo nelle tenebre dell'indifferenza. Questa cappa diventa sempre piu nera ed impenetrabili,ci avvolge, ci ghermisce, ci addormenta. La società si divide, come sempre in due grosse bande: fortunati e sfortunati, privilegiati e disagiati, vincitori e soccombenti, in cicale e formiche. La barra separatrice tra i due mondi è stata e sempre sarà il potere economico. Non conta l'uomo, il suo aspetto ( per la donna sì !) , la sua cultura, la sua intelligenza, solo la sua capacità di acquisto. Con il denaro compra tutto, i servi, i mercenari, i dignitari. Annulla la mente dell'individuo ( se ce l'ha!) che si pone incondizionatamente al suo servigio.
Ottimisti sono quelle/i che:
-portano il capitale all'estero per dargli una possibilità di evadere dalla solita monotonia,
-non hanno una lira ma comprano un barcone da 30 metri,
-hanno la ferrari , le ville, gli aerei ma dichiarano meno del lavoratore del call center,
-si preoccupano della formica perché tanto sono cicale,
-portano la gonna con il cappellino rosso o bianco e sono maschietti con la pancetta,
-fanno metà lavoro , ma percepiscono doppi, tripli stipendi
-diventano, ministre, parlamentare, escort perché fanno fruttare la fi..nanza o la mostrano in TV,
-non vedono nessuno al sopra di loro che gli faccia ombra e ne limiti i movimenti,
-ringraziano la natura matrigna perché ricostruiscono e gestiscono,
-non sono comunisti.
Pessimisti sono :
-i giovani che non hanno futuro e portano all'estero una valigia di cartone, pardon la trolley rinforzata,
-i genitori che devono campare con un misero stipendio figli anziani e pagare un mutuo infinito,
-i pensionati che racimolano la frutta dismessa al mercato generale,
-gli operai che perdono il posto e dopo venti anni di lavoro devono ricorrere alla caritas,
-le casalinghe che a 60 anni devono arrangiarsi con mansioni ad ore per tirare avanti,
-tutte quelle donne che si accontentano , ma hanno pudore e dignità,
-i precari perenni che alla fine vengono dismessi come salami scaduti,
-i disgraziati che subiscono e piangono le ire della natura matrigna,
-quei maschietti che non portano la gonna, nè il cappellino rosso o bianco, ma tanta solidarietà, carità e amore,
-quelli che non alzano mai la schiena ed accettano le gerarchie ed i ruoli,
-tutti i comunisti.
La realtà , il mondo virtuale, quello multimediale ci riversano continuamnete addosso queste verità e differenziano sempre in modo più evidente il divario tra le due categorie. Gli ottimisti son pochi ma controllano e comandano su sudditi inerti.
I pessimisti, cupi per natura,accettano supinamente la loro condizione anche perché si illudono di diventare ottimisti ed a volte, forse in molti, credono di diventarli nella prossima vita.
Allora i pessimisti riprendono a sorridere e si credono ottimisti e vanno ad ingrossare quel fiume di fessi che fa galleggiare perennemente gli ottimisti.
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